Enti Pubblici e Politica Politica 

In duecento davanti alla sede Rai: «Siete complici del genocidio, stop propaganda di guerra»

Manifestazione con blocco stradale in corso Europa organizzata da Cambiare Rotta, organizzazione giovanile comunista e Osa, Opposizione Studentesca d’Alternativa, per protestare «contro la censura, la propaganda e la repressione che vanno avanti da quattro mesi e che abbiamo visto intensificarsi negli ultimi giorni». Alcuni giornalisti Rai sono scesi in strada. I manifestanti hanno chiesto di leggere un comunicato durante il Tg, ma la rete non ha accettato

«Oggi siamo qui come studenti e studentesse di Osa sotto la sede della Rai, perché riteniamo inaccettabile la complicità dei mezzi di comunicazione con la propaganda filo-israeliana voluta da Nato e Unione Europea – si legge sull’account twitter delle due organizzazioni -. Ma sappiamo bene che tutto questo non è nulla di nuovo, è infatti dal 7 ottobre scorso che i giornali ci raccontano cazzate sulla Palestina, chiamando terrorista quella che altro non è una lotta legittima di resistenza di un popolo che da più di 75 anni subisce un vero e proprio regime di apartheid. Anche negli ultimi giorni la Rai ha dato di nuovo prova della sua complicità, con una lettera dell’amministratore delegato Roberto Sergio a seguito degli slogan di cessate il fuoco e stop al genocidio lanciati da cantanti quali Ghali o Dargen sul palco di Sanremo. Un palco pieno di contraddizioni e volto al divertimento di una parte agiata della popolazione, ma da cui lanciare messaggi del genere ha sicuramente un impatto. E infatti questo impatto lo abbiamo visto, un’imbarazzante lettera in cui mamma Rai che teneva a scoraggiare chiunque dal pensarla diversamente da lei, diversamente dal nostro governo filo-israeliano, pena la più totale repressione. Così è stato, siamo stati manganellati a Torino e a Napoli, a Roma denunciati, tutto questo perché non ci rivediamo nella vostra logica guerrafondaia di profitto, e non resteremo in silenzio di fronte a un governo che, piuttosto di riconoscete un genocidio in corso, ci reprime con la violenza. La vostra repressione non ci fa paura, le vostre manganellate non ci fanno paura, siamo dalla parte giusta della barricata. Con la Palestina fino alla vittoria».

«Anche a Genova oggi eravamo più di 200 davanti alla sede ligure della Rai contro la censura, la propaganda e la repressione che vanno avanti da quattro mesi e che abbiamo visto intensificarsi negli ultimi giorni – si legge in un altro post -. Dopo le terrificanti dichiarazioni dell’amministratore delegato di Rai Roberto Sergio, che ha espresso il suo supporto ad Israele senza spendere una parola sul genocidio in corso, sono stati numerosi i presidi in tutta Italia. La risposta repressiva alle mobilitazioni è stata quella di denunciare, com’è successo a Roma, o caricare e manganellare, com’è successo a Napoli, Torino e oggi a Bologna. Continueremo a mobilitarci in supporto alla resistenza palestinese, contro la partecipazione diretta dell’Italia e di tutto l’occidente al genocidio palestinese e ad un conflitto che si è allargato in tutto il Medio Oriente e nel Mar Rosso, contro la propaganda di guerra e la narrazione sionista che vediamo costantemente nei media e da parte di tutta la classe politica da destra a sinistra».

Durante la manifestazione ci sono state critiche anche per il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti che ha preso le distanze dalla definizione di “genocidio” per quanto sta accadendo in Palestina.

Le due organizzazioni danno l’appuntamento a domani, alle 16:30, davanti alla sede commerciale di Iren (in via SS Giacomo e Filippo) «contro gli accordi con l’azienda israeliana Mekorot complice del genocidio in corso».

Sul posto, oggi, c’erano la Digos, i poliziotti del battaglione di Bolzaneto e, per cercare di governare il traffico, andato in tilt per i blocchi stradali, anche la Polizia locale.

Related posts